La Sharing Economy e valori

Sharing economy, modello del futuro?

Quello della Sharing Economy o Economia della Condivisione è un tema molto attuale, articolato e controverso che si può analizzare da una parte come rivoluzione e ripensamento dei paradigmi di scambio tradizionali e dall’altra come nuova declinazione dell’economia capitalistica e quindi un nuovo sistema di valori.

Sharing econmyLa sharing economy è nata da una logica bottom up, di partecipazione dal basso, in seguito è cresciuta grazie alla scarsità di risorse causata dalla crisi ed in seguito ha causato il sorgere della consapevolezza sempre maggiore di dover ricorrere a stili di vita più sostenibili. Tutto ciò ha contribuito a far diventare l’economia della condivisione non più un fenomeno di nicchia, ma una realtà allargata, fatta di soggetti concreti e strutturati che stanno conquistando ampie fette di mercato. Si possono individuare due tipi di sharing economy: una a prevalenza sharing che si alimenta di reti collaborative e di condivisione per innovare ma che genera poche risorse in termini monetari. Ed una più incentrata sul lato economy che però, a volte, maschera vecchie logiche del sistema economico con un’idea di innovazione apparente.

Un aspetto positivo legato alla crisi economica dell’ultimo decennio ed è quello più strettamente lagato ai nuovi aspetti di scambio di beni e servizi e delle relazioni che si stanno man mano instaurando nella nostra società, dirattamente legato alla sharing economy. Le persone si sono accorte, dopo anni di consumismo sfrenato, che uno dei modi più intelligenti per evitare lo spreco delle risorse è la condivisione delle stesse. Sembra che la Sharing Economy possa far nascere una nuova identità economica dell’individuo, refrattario ad agire in solitudine, che invece di ricercare la massimizzazione dei propri interessi materiali, associerebbe il proprio comportamento economico ad un impegno verso la comunità, agirebbe nella sfera pubblica e si porrebbe in relazione agli altri per prendersi cura dell’interesse generale.

Oggi il terreno sembra fertile per la creazione di nuove forme di prossimità e mutualismo dato anche dal vuoto di appartenenza e rappresentanza degli ultimi tempi. Infatti questo è un aspetto interessante che si viene a creare dopo decenni di individualismo e consumismo sfrenato, la situazione odierna ci obbliga a ritornare ad un sistema di condivisione. Da qualsiasi punto di vista la questione la si analizzi quello che emerge e può risultare interessante è capire quale nuova forma di economia si sta sviluppando e di conseguenza come stanno cambiando le relazioni umane e il sistema di scambio nella nostra società.

Molte domande sono sul tavolo oramai già da tempo. La sharing economy è il vettore di un nuovo paradigma sociale? Chi e come si governa questo nuovo sistema socio-economico? Chi lo promuove e lo abilita? Che ruolo ha il leglislatore e chi opera sul territorio? ma soprattuto la domanda dovrebbe essere: quale sistema socio-economico vogliamo costruire?

A SCE 2015 – Citizen Data Festival di Milano si sono incontrati in questi giorni tutti i soggetti che stanno lavorando sul tema della Sharing Economy (tra opportunità e regole) da vari punti di vista e a vario titolo. Essi hanno intrapreso un percorso di analisi, riflessione, ascolto reciproco, elaborazione delle istanze e hanno avviato un percorso di costruzione delle risposte.

Da questo tavolo ne è uscito un documento molto interessante consegnato  e attualmente in discussione al Comitato delle Regioni in Unione Europea a Bruxelles, quale documentazione utile al progetto di parere dal titolo “La dimensione locale e regionale dell’economia della condivisione”. Ci preme segnalare il link a questo documento integrale, molto utile per conoscere, informarsi e per porsi domande sui i vari aspetti che si stanno delineando nella questione sharing economy.

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