Un’emozione lunghissima

Un progetto per la città

I ricordi sono spesso il nostro modo di essere e raccontano chi siamo.
Questa è la storia di un progetto che ci ha profondamente cambiati e con noi il ha cambiato il territorio intorno a noi.
Questa storia ci ha permesso di capire che l’essere qualcosa o qualcuno non fa per noi, essere un percorso di cambiamento continuo contaminandoci e contaminando il territorio è forse l’essenza del nostro progetto e di noi stessi. Questo è Kirecò, un cammino lungo che non finirà mai, un cantiere sempre aperto, un viaggio verso nuove mete che ancora non abbiamo immaginato.

Kirecò è il nostro più grande sogno

Il cammino inizia tra il 2007 ed il 2008, la cooperativa Impronte presentava una crescita importante legata allo sviluppo del fotovoltaico e aveva necessità di nuovi spazi. Ma la vera necessità era anche raccontarsi, far capire le idee ed i progetti. Inizia quindi un percorso di ricerca, un vero e proprio cammino verso sviluppi che l’innovazione sociale e la progettazione partecipata hanno reso sorprendenti.

A volte la vita è strana, ti trovi in un luogo sconosciuto e non sai dove andare, non sai cosa fare …e all’improvviso forse per caso… compaiono le soluzioni, inattese ed inaspettate. A volte queste soluzioni sono rappresentate da persone speciali che si mettono al tuo fianco e camminano per un po’ con te. Senza interferire, senza pilotare, soprattutto senza volerti utilizzare, ma semplicemente decidono che si può fare insieme un pezzo di strada. Questo è stato per noi Gabrio, l’Assessore Maraldi.

Lo abbiamo conosciuto per caso, avevamo contrattato un terreno privato nella prima periferia di Ravenna e il motivo dell’appuntamento era legato a capire il corretto iter autorizzativo. Ricordo benissimo la sua prima domanda quando gli raccontammo l’idea di fare un parco aperto, a libera fruizione, che fosse strumento di divulgazione dei valori della sostenibilità ambientale. Ci disse: “Dov’è la fregatura? Cioè voi volete investire per la città e non chiedete nulla in cambio?”.

Con il tempo capì che si noi eravamo così folli e decise di darci un prezioso aiuto. Senza di lui oggi, forse, nulla di quello che c’è sarebbe stato possibile. Ci ha aperto le porte della burocrazia e dei percorsi autorizzativi in tema di opere in Project Financing.
Saremo sempre e profondamente grati ad una persona che ci ha dato competenze ed esperienza, gratuitamente nel suo poco tempo libero. Vogliamo e vorremmo sempre ricordarlo come nell’ultimo incontro, poche ore prima della sua morte. Stavamo preparando il primo evento in cui annunciavamo alla città il nostro progetto e lo volevamo come presenza; la sua risposta ci lasciò di stucco e oggi ci riempie di ammirazione: “Ragazzi sono vecchio, andate avanti voi. Io non ho bosogno di visibilità, queste sono idee nuove e c’è bisogno che ci siano giovani in prima fila. Se avete bisogno io ci sarò come sempre, ma la ribalta deve essere vostra.

 Foto panoramica scattata dall′argine dello scolo Lama.

Foto panoramica scattata dall′argine dello scolo Lama.

Ecco come compariva il terreno prima che arrivassimo, uno spazio abbandonato e oggetto di degrado. Grazie ad un grande lavoro di progettazione partecipata, con il quartiere e con il territorio, il percorso di riqualificazione urbana è diventato in realtà una vera e prorpia rigenerazione territoriale.

“Siamo stati il primo progetto in Project Financing che si è concluso nel comune di Ravenna. Non siamo una grande e ricca realtà, ma una piccola impresa e questo per noi è stato molto molto faticoso. A ciò abbiamo dovuto aggiungere le difficoltà di un percorso che la stessa amministrazione non aveva mai sperimentato e comunque uno schema autorizzativo molto molto complesso.

Sono stati anni duri e difficili, tante delusioni, tante fatiche, ma anche tanti momenti esaltanti e divertenti. Potremmo scrivere un libro di barzelette o una guida alla Finanza di Progetto, non abbiamo fatto nè l’uno nè l’altra, ma abbiamo acquisito tanta esperienza che ci è servita e ci serve nel lavoro quotidiano per i nostri clienti. Abbiamo trovato tanti tecnici competenti e disponibili, ma anche persone che non hanno fatto quello che dovevano rendendo tutto il percorso molto difficile e lungo. È stata comunque un’esperienza, anche per i tecnici che con noi hanno sviluppato questo percorso.

Quando è arrivata l’autorizzazione abbiamo raccolto i frutti di questo lavoro. Allora ci siamo resi conto che il progetto era diventato realmente patrimonio della città. È nata allora, con questa consapevolezza, l’idea di costituire una StartUp che prendesse in gestione il Parco, una cooperativa sociale che sviluppasse progetti per la città slegandoli dalla nostra esigenza di impresa. Così è nata Kirecò Soc Coop Soc ONLUS, un modo nuovo di fare impresa, almeno per noi, una nuova avventura”

Impronte Soc Coop

Abbiamo realizzato un posto fantastico, dove vivere ogni momento possa essere un’emozione, come noi ci siamo emozionati a questa vista.

Quando un edificio cresce è sempre un’emozione, quando quell’edificio lo hai sognato in anni di lavoro l’emozione è indescrivibile.

Abbiamo scelto di applicare tutte le tecniche migliori per fare del Parco di Innovazione un luogo fantastico. Abbiamo immaginato un parco di innovazione dove il piacere di stare insieme facesse sempre coppia con la scoperta. Abbiamo realizzato uno spazio ed una struttura dove il visitatore non debba mai smettere di stupirsi e dire: “…ma dai avete pensato anche a questo“.

È un lavoro continuo ed una ricerca continua, ma soprattutto è un modo di vivere il lavoro quotidiano: sempre in ascolto, sempre alla ricerca di nuove idee e nuovi spunti.

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